Voglia d’Italia. Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano”

Giuseppe De Nittis, Il paravento giapponese, 1878, Acquarello su carta, cm. 22, 5 x 31,5, Bari, Pinacoteca Provinciale - Mostra mostra “Voglia d’Italia. Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano”È articolata a Roma in due sedi, Palazzo Venezia e Gallerie Sacconi nel complesso del Vittoriano la mostra “Voglia d’Italia. Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano” che resterà aperta al pubblico fino al 4 marzo 2018 (prorogata all’ 8 aprile 2018).

L’esposizione presenta la raccolta vasta e sorprendente che i coniugi statunitensi George Washington Wurts ed Henrietta Tower misero insieme a cavallo fra XIX e XX secolo e donarono poi allo Stato italiano, per l’esattezza al museo di Palazzo Venezia, dove tuttora è conservata.
La mostra illustra le dinamiche del collezionismo, soprattutto anglo-americano, e del mercato internazionale.

Ai Wurts è dedicata la sezione allestita a Palazzo Venezia, con l’esposizione delle opere più significative della raccolta, molte delle quali sono state portate fuori dai depositi, studiate e restaurate per l’occasione.

George Wurts e sua moglie Henrietta giunsero a Roma nel 1898 e si stabilirono a Villa Sciarra e a Palazzo Antici Mattei dove collezionarono ben 4.000 oggetti d’arte, delle provenienze e tipologie più disparate, dai dipinti alle porcellane, dagli strumenti musicali agli arazzi, dai tappeti agli avori, dalle sculture lignee ai bronzetti, dai reperti antichi agli oggetti contemporanei. Allo stesso modo alle opere italiane furono affiancate opere europee, russe e tedesche ed extraeuropee, giapponesi in particolare.

Il contesto entro cui fiorì la passione dei Wurts per il collezionismo trova invece la sua collocazione ideale nelle Gallerie Sacconi del Vittoriano. Un congruo numero di opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private italiane ed estere, racconta un intero mondo fatto di aste, di mercanti e di mercato, nazionali come internazionali. Fra i temi illustrati spiccano le dinamiche alla base degli scambi tra Otto e Novecento, i dibattiti sulla tutela del patrimonio culturale conservato sul territorio nazionale, l’affermazione di un artigianato di qualità portavoce di una rilettura “in stile” dell’arte del passato e la connessa attività di alcuni straordinari autori di falsi.
Il percorso espositivo si sviluppa anche in ambienti di solito non accessibili al pubblico e appena restaurati, fra cui le Gallerie Sacconi, restituendo visibilità all’architettura interna del monumento.

L’iniziativa è promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio ed è curata da Emanuele Pellegrini.