27 Gennaio 2020
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Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo

Da De Nittis a Gemito

Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo” è il titolo della mostra che, dal 6 dicembre 2017 all’8 aprile 2018, resterà aperta al pubblico alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli.

L’esposizione, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, ricostruisce i rapporti tra Parigi e gli artisti attivi a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento.

Dopo le Esposizioni Universali del 1855 e del 1867 si afferma un interesse sempre crescente verso il richiamo di modernità che Parigi offre sotto il profilo dell’aggiornamento e del confronto con l’arte europea. Contemporaneamente si presenta agli artisti l’opportunità di sperimentare innovazioni tecnologiche, come la fotografia che impressionò molti pittori, come Giuseppe Palizzi (in mostra: Autoritratto nella foresta di Fontainebleau, I carbonai, La foresta di Fontainebleau), aprendo loro inedite potenzialità espressive.

Partendo dalla pittura storica di Domenico Morelli (Bagno pompeiano, La Maddalena) e Gioacchino Toma (Un rigoroso esame del Sant’Uffizio, Le educande al coro, La pioggia di cenere del Vesuvio), l’esposizione delinea la svolta in direzione di un altro genere allora emergente, la cosiddetta pittura della vita moderna teorizzata da Baudelaire, di cui sono stati protagonisti, insieme agli impressionisti, Francesco Netti e Giuseppe De Nittis, quest’ultimo tra l’altro presente alla prima mostra che nel 1874 nello studio del fotografo Nadar venne dedicata proprio al neonato impressionismo.

Con una trentina di opere esposte, De Nittis, “pugliese di nascita ma napoletano di vocazione e cultura”, diventa la figura emblematica della mostra.

Uno speciale rilievo è riservato ad Antonio Mancini che dall’assidua frequentazione del salotto di De Nittis a Parigi riuscì a cogliere nuove ispirazioni per una pittura della vita moderna assolutamente originale e alternativa, nella sua attenzione alla realtà popolare rispetto alla celebrazione della società elegante dello stesso De Nittis: in mostra opere come l’Autoritratto nello studio, Bacco, L’enfant dans un grand fauteuil, ecc.

Chiude la mostra una sezione dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, protagonista dell’ultima stagione naturalistica di fine secolo, di cui vengono esposti numerosi ritratti in terracotta (Ritratto di Francesco Paolo Michetti, di Domenico Morelli, di Giuseppe Verdi, ecc) e bronzi (Acquaiolo, Il pescatore, ecc).

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Sagep Editori, è patrocinata dal Comune di Napoli, dal Comune di Barletta e dall’Institut Français di Napoli.

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