Raffaello e l’eco del mito alla GAMeC di Bergamo

Raffaello Sanzio, San Sebastiano, Accademia Carrara, BergamoAnticipa le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello, la mostra che dal 27 gennaio al 6 maggio 2018 è aperta al pubblico alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

L’esposizione, a cura di Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio, presenta oltre 60 opere provenienti dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali, dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze all’Hermitage di San Pietroburgo, dalla Pinacoteca di Brera alla Galleria Nazionale di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Metropolitan Museum di New York, dalla National Gallery di Londra al Bode Museum di Berlino, dal Pushkin di Mosca al Louvre di Parigi.

La mostra ha la sua origine nel San Sebastiano, capolavoro del giovane Raffaello presente nelle collezioni dell’Accademia di Carrara. L’esposizione restituisce un quadro esaustivo della formazione di Raffaello e ripercorre la straordinaria fortuna dell’artista a partire dall’Ottocento, quando il prezioso dipinto giunge a Bergamo.

Il percorso espositivo inizia con un’indagine sulle radici culturali di Raffaello, attivo tra Urbino, Perugia e Siena. Il clima della corte dei Montefeltro a Urbino, la capacità dell’artista di assorbire ed elaborare le suggestioni provenienti dai colleghi e dall’antico in un linguaggio personale e di altissima qualità sono evocate in mostra attraverso le opere del padre Giovanni Santi, di Pedro Berruguete, di Perugino e di Pintoricchio, che si confrontano con ben quindici dipinti di Raffaello.

L’affascinante tema della fortuna di Raffaello nell’Ottocento è affrontato nella seconda parte della mostra. L’arrivo del San Sebastiano nella collezione di Guglielmo Lochis nel 1836 coincide con la ripresa d’interesse per la vicenda umana e artistica di Raffaello: da un lato il ritrovamento delle sue spoglie mortali al Pantheon nel 1833, dall’altro il rinnovato interesse per la misteriosa Fornarina. Intorno a questo capolavoro le opere di Anthon Raphael Mengs, Peter Cornelius, Felice Schiavoni ed altri documentano il consolidarsi della leggenda dell’artista nell’Ottocento.

L’interesse per Raffaello prosegue senza soluzione di continuità nel Novecento e fino ai nostri giorni. De Chirico e Picasso, Luigi Ontani e Giulio Paolini, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli sono alcuni degli artisti che si sono confrontati con Raffaello e con il suo mito, con una pluralità di esiti che vanno dal riuso alla citazione, dalla deferenza alla devozione, testimoniando quanto viva sia la figura del maestro di Urbino anche nella contemporaneità.

Un progetto della Fondazione Accademia Carrara realizzato in collaborazione con la GAMeC e in coproduzione con Electa/Marsilio.