Edoardo Palamara, esce il brano “Elena non farmi male”

Edoardo PalamaraIl cantautore romano Edoardo Palamara, dopo l’EP di esordio “Viver fragile”, torna con il nuovo singolo “Elena non farmi male” che anticipa il primo album di inediti in uscita prossimamente.
Il brano è disponibile anche in digital download e su tutte le piattaforme streaming e sul canale YouTube è possibile vedere il video ufficiale.

«Voglio dedicare “Elena non farmi male” – racconta Edoardo Palamara, che ha scritto e composto il brano – a tutti coloro che sono stati colpiti dal dardo fatale, ma non hanno mai avuto il coraggio di manifestare i propri sentimenti alla persona amata. Scrivere questo brano è stato liberatorio, in quanto sono riuscito a esprimere senza timori le mie emozioni».

Il video di “Elena non farmi male” è nato dal bisogno dell’artista di mostrare a tutti il suo coinvolgimento e quanto credesse in questo amore ancora da vivere e da scoprire. Le immagini, girate da Massimiliano Zeuli tra Villa Borghese e l’esterno della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, accompagnano la musica e le parole di Edoardo Palamara, dando un senso di completezza alla narrazione di questo sentimento che rende sì vulnerabili, ma al tempo stesso vitali.

Edoardo Palamara è un giovane cantautore romano di 25 anni. La musica ha un ruolo fondamentale nella sua vita sin dall’infanzia, quando, grazie alla grande passione della sua famiglia, in particolare del fratello maggiore, scopre Fabrizio De André. Dopo qualche anno inizia a suonare la chitarra e, durante il suo percorso di studi dedicato alla musica e agli strumenti, comincia a comporre e cantare i suoi primi testi. Palamara si ispira fortemente alle canzoni d’autore della cosiddetta scuola romana, in particolare Francesco De Gregori, e genovese, senza dimenticare artisti quali Bennato, Guccini e Bubola. Anche il folk americano, primo tra tutti Bob Dylan, ha un ruolo molto importante nel suo percorso musicale. Grazie a tutte queste influenze per il cantautore romano è stato del tutto naturale cominciare a suonare un nuovo strumento musicale: l’armonica a bocca. I testi delle sue canzoni nascono prevalentemente dall’osservazione della realtà e dalla sua personale relazione con essa. Il momento fondamentale di questo processo di creazione è infatti l’analisi introspettiva, la ricerca di risposte a quesiti, che spesso riguardano l’esistenza, pubblica e privata, e che sono estremamente complessi, ma allo stesso tempo interessanti e vitali, soprattutto per un artista. Il suo EP di esordio, “Viver fragile”, è uscito lo scorso settembre.