Visages Villages, un film di Agnès Varda e JR – Recensione

Visages Villages
JR e Agnès Varda in Visages Villages

Una coppia decisamente anomala, quella formata da Agnès Varda e JR: lei, una signora quasi novantenne, che però ha saputo conservare intatta la soave curiosità ed emotività di sguardo degli anni eroici della Nouvelle Vague; lui, un giovanottone dai modi compassati e sornioni, conosciuto per essere un talentuoso fotografo di strada. Insieme hanno girato un personalissimo documentario en route, muovendosi in lungo e in largo per le contrade di una Francia minore, appartata, periferica: dai paesini assolati del Midi alle coste della Normandia battute dalla marea, dai villaggi ormai quasi deserti del pays minier alle banchine del porto di Le Havre, dal minuscolo cimitero in Provenza dove è sepolto Cartier-Bresson a certe fattorie isolate, perdute in mezzo ai campi: quello che resta di una civiltà contadina, marginale, proletaria. Un viaggio costellato di incontri curiosi, che diventano, per i due artisti randagi, occasioni di happening singolari: Agnès Varda e JR intervengono sul paesaggio realizzando giganteschi ritratti fotografici in bianco e nero degli abitanti del luogo, ritratti che poi incollano sulle pareti degli edifici, sui treni, sui container: una maniera, la loro, per celebrare la vita “banale” di quella gente comune e pur meravigliosa.

Ne è venuto fuori un film libero e sorprendente, gioiosamente slabbrato e sognante, che sa tenere insieme, nella sua leggerezza di fattura, le differenti occasioni e linee narrative. Vi sarà spazio allora per i ricordi del tempo perduto (una gigantografia di Guy Bourdin, che fu un modello di Varda, incollata sulla parete di un bunker tedesco, sarà presto corrosa dalla marea…) e i richiami al grande cinema che non c’è più (il cinema di Bunuel, di Demy, di Godard: la corsa in sedia a rotelle per i corridoi del Louvre è un divertito omaggio a Band à part), tra incontri mancati (lo stesso Godard che non si fa trovare all’appuntamento convenuto), motteggi, scherzi, facezie improvvise (la lettera che il postino consegna, che si scopre essere la lettera “n”).

Una pellicola che ha saputo trovare una luce lieve e arguta, capace di cogliere e reinventare la poesia del quotidiano.

Nicola Rossello

Scheda film
Titolo: Visages Villages
Regia: Agnès Varda e JR
Durata: 93 minuti
Genere: Documentario
Distribuzione: Cineteca di Bologna
Data di uscita: 15 marzo 2018

Visages Villages- Guarda il trailer