A Milano, una mostra dedicata a Paolo Buffa

Paolo BuffaPresso l’ Arabesque di Milano dal 17 al 22 aprile 2018 è in programma la mostra “Master of Design. Paolo Buffa, maestro dell’eleganza formale, uno dei grandi protagonisti del ‘professionismo milanese’ dagli anni ’20 agli anni ’70“.

Paolo Buffa (1903-1970), architetto milanese appartenente alla generazione di Terragni, Albini, Figini e Pollini, nati cioè nei primi anni del XX secolo, inizia la propria carriera di progettista di mobili e complementi nello studio di Gio Ponti già verso la metà degli anni ’20, prima ancora di laurearsi. Qui stringe amicizia con Antonio Cassi-Ramelli con il quale collaborerà fino alla fine degli anni ’30 firmando con lui progetti per concorsi e per alberghi, allestimenti per spazi commerciali o per le Triennali.

Fulcro dell’attività di Buffa erano tuttavia l’arredamento e la creazione di arredi (contenitori, credenze, mobil-bar, sedute e tavolini, accessori vari ecc.). Il suo stile, che avvicinava, in una sorta di lirico realismo magico tridimensionale, neoclassicismo, Stile ‘900, Déco e un tocco di Razionalismo nella “sfinatezza” delle linee, così come la ricercatezza dei materiali scelti e l’eccellenza delle lavorazioni affidate a validissimi artigiani quali gli atelier dei Fratelli Lietti, di Arrighi e della ditta Marelli  & Colico, lo resero molto apprezzato e molto conteso tra la borghesia del tempo, milanese e non solo, facendone il punto di riferimento di un buon gusto modernista al pari di Guglielmo Ulrich e dei più anziani Emilio Lancia e Melchiorre Bega, oltre naturalmente al maestro di tutti, Gio Ponti.

Fu un protagonista di quel solido professionismo progettuale milanese che va annoverato tra le radici del Bel Design italiano del Dopoguerra. In quel periodo e fino agli anni ’60, Paolo Buffa continuò a lavorare a pieno ritmo e con successo firmando mobili e arredamenti per residenze private, hotel, yacht, tra l’altro con e per Mario Quarti, altro solido progettista milanese titolare di un’azienda mobiliera, e per Carlo Pesenti, magnate del cemento e dell’editoria. Il suo repertorio si arricchisce di arredi sui generis, quanto mai eleganti e leggeri nelle forme e ricercati nella fattura, dissimili dall’essenzialità del razionalismo postbellico allora dominante, ma sorprendenti antesignani delle attuali produzioni “modern classic”.

Esponendo, alcuni tra i suoi  mobili più significativi custoditi nell’archivio degli Eredi Marelli di Cantù o realizzati da questi ultimi, benemeriti prosecutori dell’attività di Marelli&Colico, in base a una lettura rigorosamente filologica dei disegni originali; o ancora provenienti dalla collezione di Chichi Meroni, direttore creativo de L’Arabesque che ebbe la fortuna di conoscere Paolo Buffa in qualità di arredatore delle case di famiglia, questa mostra, ideata da Ettore Mocchetti, mira a esplicitare la sua importanza nella storia dell’arredamento moderno e a evidenziare i suoi influssi  sul design e la design art contemporanei.

La mostra è realizzata in occasione della 57° Edizione del Salone Internazionale del Mobile.