Achille Castiglioni. Visionario – Mostra al m.a.x. museo di Chiasso

Achille Castiglioni – Max Huber, Rekord (orologio) per Alessi, 1989 (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni © 2018, ProLitteris, ZurichIl m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita, dal 31 maggio al 23 settembre 2018, una mostra che celebra, a cento anni dalla nascita, Achille Castiglioni (1918–2002).

Protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, Achille Castiglioni realizza nella sua intensa attività professionale ben 484 allestimenti e più di 150 oggetti, tra i quali si annoverano vere e proprie icone della cultura del design.

La mostra fornisce anche l’occasione per ricordare la stretta amicizia che legava Achille Castiglioni al graphic designer svizzero Max Huber (1919–1992).

Il fuori scala, la cinetica, l’allegoria, la sequenza, il ready made, il segno grafico sono solo alcuni degli elementi chiave, ricorrenti nei suoi progetti, che sono messi in luce nel percorso espositivo.
Dagli allestimenti dei padiglioni della Rai, dell’Eni, di Montecatini per manifestazioni fieristiche, ai progetti per la cultura, per l’innovazione e per l’esposizione dei prodotti. Ogni elemento è studiato, ogni peso calibrato, il ritmo modulato; tutto è reso in funzione dell’allestimento, che si struttura come un dinamico racconto per immagini.

Unendo la sperimentazione alla razionalità, Achille Castiglioni riesce a combinare semplicità e ironia con l’attenzione per l’utilizzo della tecnologia e dei nuovi materiali. I suoi progetti sono “atemporali”, ovvero sono capaci di vivere una continua attualità nelle diverse fasi storiche.

L’esposizione ricostruisce la storia visiva del concepimento delle idee di Castiglioni, leggibile attraverso schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, prototipi e oggetti originali nell’ambito della sua attività, grazie alla collaborazione con Antonella Gornati che gestisce l’Archivio della Fondazione Achille Castiglioni con Carlo e Giovanna Castiglioni.

Intervallano la mostra alcuni episodi di design in cui fanno la loro comparsa la lampada Arco, Aoy, Noce e la Gibigiana, il sedile da giardino Allunaggio, gli sgabelli Mezzadro e Sella, le posate Dry, gli orologi Wall Clock e Rekord e altri oggetti.

Oltre alla “storia della grafica” e dell’allestimento, la mostra racconta anche le vicende di una Milano imprenditoriale, nel mutare dei consumi e delle relazioni internazionali della città.

Il panorama artistico e culturale si completa con l’importante contributo di più di venti grafici e illustratori di fama mondiale, tra cui Pierluigi Cerri, Milton Glaser, Aoi Huber Kono, Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Heinz Waibl, per l’occasione chiamati a realizzare ciascuno un manifesto grafico che traduca la genialità e fantasia rigorosa del progettista milanese.

L’esposizione è sviluppata secondo la curatela e il progetto di allestimento di Ico Migliore, Mara Servetto (Migliore+Servetto Architects) e Italo Lupi, in collaborazione per la curatela con Nicoletta Ossanna Cavadini e s’inserisce all’interno del filone d’indagine dedicato ai “Maestri del XX secolo”.