Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo – Museo di Roma in Trastevere

Dreamers 1968 AP ANSA - Il reverendo Ralph Abernathy a destra il vescovo Julian Smith a sinistra con Martin Luther King durante una marcia per i diritti civili a Memphis - 28 marzo
Dreamers 1968 AP ANSA – Il reverendo Ralph Abernathy a destra il vescovo Julian Smith a sinistra con Martin Luther King durante una marcia per i diritti civili a Memphis – 28 marzo

Al Museo di Roma in Trastevere dal 5 maggio al 2 settembre 2018 è in programma “ Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”, una mostra fotografica e multimediale in occasione del 50° anniversario del ’68.

Un viaggio nel tempo fra 171 immagini, tra le quali più di 60 inedite; 19 archivi setacciati in Italia e all’estero; 15 filmati originali che ricostruiscono più di 210 minuti della nostra storia di cui 12 minuti inediti; 40 prime pagine di quotidiani e riviste; e inoltre una ricercata selezione di memorabilia: un juke boxe, un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei, la maglia della Nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico.

Ad accogliere i visitatori vi sono i grandi “sognatori del futuro”. Attraverso le figure e le parole di Martin Luther King e Bob Kennedy il pubblico viene guidato all’interno della cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al maggio francese.

Le occupazioni, le contestazioni e le rivolte studentesche sono invece i temi affrontati nella sala “Il movimento fra occupazioni e tazebao – Valle Giulia”; in particolare vengono ripercorsi i tragici scontri tra studenti e forze dell’ordine avvenuti nella famosa “Battaglia di Valle Giulia” (Roma, 1 marzo 1968) e viene, inoltre, riportato un ciclostile originale dell’epoca, per rievocare i momenti della ribellione per mezzo della stampa di volantini e giornaletti universitari. Figura chiave dei movimenti del ’68 che viene messa in evidenza in questa sezione è Pier Paolo Pasolini con il testo “Vi odio cari studenti” e la poesia “Il PCI ai giovani”.

L’esposizione prosegue nella sala “Le due Italie: dal Belice al Piper”, nella quale sono contrapposte le immagini delle “due Italie” che hanno, entrambe, cambiato il futuro del nostro Paese. Da un lato si vede l’Italia della gente comune e delle famiglie, con uno sguardo particolare al violento terremoto che colpì la Valle del Belice nella Sicilia Occidentale. Dall’altro si racconta il Piper Club di Roma, punto d’incontro di alcune famose celebrities nazionali e internazionali come l’attore Sean Connery, il cantante Adriano Celentano, il regista Federico Fellini, l’attore Alberto Sordi, l’attrice Anna Magnani, il cantante Massimo Ranieri, il regista e attore Vittorio Gassman, il cantante Domenico Modugno.

Un’altra sezione è dedicata alla musica italiana e internazionale e alle grandi imprese sportive del ‘68, come ad esempio la vittoria ai Campionati Europei della Nazionale italiana a Roma contro la Jugoslavia.

È presente, inoltre, una sezione dedicata al grande fermento tecnologico del 1968 che culminerà con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong nel 1969.

Al termine del percorso fotografico, all’interno dell’Auditorium del Museo, i visitatori possono vivere una esperienza immersiva; è, infatti, riprodotto scenograficamente l’ambiente di un’aula universitaria occupata all’interno della quale il pubblico ha la possibilità di visionare cinegiornali dell’epoca e documenti originali.

L’esposizione propone inoltre un confronto tra la comunicazione giovanile del ’68, fatta di tazebao, assemblee e giornaletti scolastici, e quella contemporanea caratterizzata dall’utilizzo dei social media, delle web radio e dei blog universitari.

La mostra a cura di AGI Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è resa possibile dalle numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI e completata con gli altrettanto numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso.