Ceramics Now, al MIC una mostra per le 60 edizioni del Premio Faenza

Johnson Tsang, Lucid Dream series II, Creation in Progress - Premio Faenza
Johnson Tsang, Lucid Dream series II, Creation in Progress

A Faenza, il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche dal 30 giugno al 7 ottobre 2018 festeggia le sessanta edizioni del Premio Faenza con la mostra “ Ceramics Now ”.
53 artisti provenienti da tutto il mondo – dalla Cina agli Stati Uniti, dall’India al Giappone, dalla Nigeria all’Europa – sono stati selezionati da 17 curatori internazionali per esporre il meglio della ricerca attuale nell’ambito della scultura ceramica e indagare sulle prospettive della ceramica contemporanea oggi. Quindi non un concorso, ma una mostra curatoriale.

Il Premio Faenza, nato nel 1938 e diventato internazionale dal 1964, è stato fondamentale per traghettare il pubblico e il mondo dell’arte dalla concezione di ceramica come materia esclusivamente artigianale a materia “alta” per la scultura d’arte. Allo tesso tempo il Premio è stato essenziale per la costituzione della collezione di ceramica contemporanea del MIC, una raccolta unica al mondo, oltre che strumento essenziale di aggiornamento e di confronto per spingere a nuove ricerche formali la produzione artigianale degli ultimi anni.
Il Premio negli anni ha visto protagonisti del calibro di Lucio Fontana, Leoncillo Leonardi, Angelo Biancini, Guido Gambone, Pietro Melandri, Carlo Zauli, Fausto Melotti, Mario Ceroli – e stranieri – Eduard Chapallaz, Sueharu Fukami – che hanno fatto non solo la storia della ceramica del XX secolo, ma anche quella della scultura e della pittura.
Allo stesso modo “ Ceramics Now ” mette in mostra opere in ceramica di artisti che non lavorano esclusivamente con la ceramica e che spesso utilizzano e mescolano linguaggi diversi. Fotografia, video, suono, performance dialogano assieme alla ceramica.

Diversi sono gli artisti italiani di nascita, ma che vivono e lavorano all’estero da decenni: Salvatore Arancio, Arianna Carossa, Alessandro Pessoli, Alessandro Gallo, Salvatore Cuschera, poi ancora Bertozzi&Casoni, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Ducrot, Luigi Mainolfi, Paolo Polloniato, Scuotto, Alessio Tasca, Antonio Violetta.

«Vi è molta attenzione in tutto il mondo nei confronti della ceramica – afferma Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza -. I tanti eventi internazionali allestiti negli ultimi anni (penso alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Henan, alla Biennale di Icheon in Corea, esposizioni come Ideal land of Ceramics a Pechino, le scelte di molte autorevoli gallerie leader mondiali del sistema artistico contemporaneo, alle presenze nelle principali fiere artistiche internazionali) stanno fornendo una letteratura sulle valutazioni e sulle opportunità della ceramica oggi. Sta a noi curatori, direttori di musei, operatori del settore e sta agli artisti – continua la direttrice del MIC – governare le vele e mantenere la rotta per raggiungere le bianche spiagge delle autorevoli considerazioni e delle progettualità significative. Se mai ce ne fosse ancora bisogno. Non cadiamo però nel facile errore di “ghettizzare” questo linguaggio: cerchiamo di avere la forza di costruire progetti in sinergia tra i linguaggi all’insegna della contemporaneità, perché come disse il Maestro Fukami in un recente colloquio, è nostro il compito di tenere saldo il timone contro i forti venti che si abbattono sulla ceramica».