Il giovane Tintoretto in mostra a Venezia

Jacopo Tintoretto, Disputa di Gesù nel tempio, 1545‐1546, Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo, © foto MalcangiA Venezia alle Gallerie dell’Accademia è aperta al pubblico, fino al 6 gennaio 2019, la mostra “Il giovane Tintoretto“, curata da Roberta Battaglia, Paola Marini e Vittoria Romani.

L’esposizione, realizzata in occasione dei 500 anni dalla nascita Tinotertto, ripercorre, attraverso circa 60 opere, il primo decennio di attività del pittore veneziano, dal 1538, anno in cui è documentata un’attività indipendente di Jacopo Robusti a San Geremia, al 1548, data del clamoroso successo della sua prima opera di impegno pubblico, il Miracolo dello schiavo, per la Scuola Grande di San Marco, oggi vanto delle Gallerie dell’Accademia.
Un percorso appassionante che ricostruisce quel periodo straordinario di stimoli e sperimentazioni grazie ai quali Tintoretto ha rinnovato profondamente la pittura lagunare, in un momento di grandi cambiamenti.

La mostra riunisce 26 eccezionali dipinti di Tintoretto, valorizzando al contempo le opere della collezione permanente del museo, vista da una nuova prospettiva e affiancate a prestiti provenienti dalle più importanti istituzioni pubbliche e private del mondo.

Seguendo un ordine cronologico articolato in quattro sezioni (Venezia negli anni del doge Gritti; I Toscani a Venezia; Gli esordi di Jacopo; L’affermazione sulla scena veneziana), il percorso indaga quel periodo tuttora fortemente dibattuto della formazione di Tintoretto, non facilmente riconducibile a una bottega o a una personalità individuata, mettendolo in relazione con il contesto artistico e culturale veneziano degli anni trenta e quaranta del Cinquecento. In questo modo verrà chiarito come Jacopo Robusti acquisì e trasformò i suoi modelli per sviluppare uno stile drammatico e rivoluzionario, attraverso le suggestioni ricevute da Tiziano, Pordenone, Bonifacio de’ Pitati, Paris Bordon, Francesco Salviati, Giorgio Vasari, Jacopo Sansovino, presenti in mostra con opere significative.

Saranno inoltre esposti i dipinti e le sculture di artisti della generazione di Tintoretto che lavorarono nello stesso ambiente, tra i quali Andrea Schiavone, Giuseppe Porta Salviati, Lambert Sustris e Bartolomeo Ammannati.

La mostra è accompagnata da un volume, edito da Marsilio Electa, con saggi di Robert Echols e Frederick Ilchman, Vittoria Romani, Roberta Battaglia, Paola Marini, Paolo Procaccioli e Luciano Pezzolo.