Carlo Carrà a Palazzo Reale di Milano

Carlo Carrà, Vele nel porto, 1923, Olio su tela, cm 52 x 67, Firmato e datato in alto a sinistra: “C. Carrà 923”, Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto LonghiPalazzo Reale di Milano dedicata a Carlo Carrà (1881 – 1966) una mostra aperta al pubblico dal 4 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

In esposizione circa 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private, così da ricostruire la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo. Fu, infatti, artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono già giovanissimo a Parigi e poi a Londra, e di importanti incontri internazionali da Apollinaire a Picasso, oltre che uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo, “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”.

«Con questa esposizione si offre la possibilità di ripercorrere de visu il lungo, articolato e indomito percorso artistico compiuto da Carlo Carrà – dichiara la curatrice Maria Cristina Bandera -. L’opportunità di allargare il nostro sguardo per intuire le mosse del pittore entro uno scenario internazionale, di guardarlo, soprattutto, con gli occhi del tempo presente. Di comprenderne la tempra artistica e la grande passione per la pittura e la cultura, che lo accompagnò sino agli ultimi giorni della sua lunga vita».

Obiettivo della mostra è ricostruire l’intero percorso artistico del maestro attraverso le sue opere più significative dalle iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti e battistrada del futurismo e della metafisica, ai dipinti ascrivibili ai cosiddetti ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte.

L’esposizione non intende proporre solo la produzione artistica di Carrà, ma anche i tratti e i momenti più significativi di quella che lui stesso definisce “una vita appassionata”. Viene pertanto corredata da documenti, fotografie, lettere e numerosi filmati. Infatti, la mostra presenta un filmato inedito del 1952, per la regia di Piero Portaluppi, riscoperto e valorizzato grazie ad un progetto di ricerca di Andrea Scapolan, che ne ha seguito il restauro realizzato da CSC – Cineteca Nazionale, che documenta la vita di Carrà attraverso le parole di Roberto Longhi.

Ne derivano 7 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande maestro: Tra Divisionismo e Futurismo; Primitivismo; Metafisica; Ritorno alla natura; Centralità della figura; Gli ultimi anni; Ritratti.

La mostra, curata da Maria Cristina Bandera con la collaborazione di Luca Carrà, è promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre.