Hokusai e Hiroshige in mostra al Museo Civico Archeologico di Bologna

Katsushika Hokusai, Nakahara nella provincia di Sagami dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji 1830-31, silografia policroma, 25.4 x 36.8 cm, Museum of Fine Arts, Boston - William Sturgis Bigelow Collection
Katsushika Hokusai, Nakahara nella provincia di Sagami dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji 1830-31, silografia policroma, 25.4 x 36.8 cm, Museum of Fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection

È dedicata a Katsushika Hokusai (1760 – 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 – 1858) la mostra che, fino al 3 marzo 2019, è aperta al pubblico al Museo Civico Archeologico di Bologna.

L’esposizione, dal titolo “Hokusai Hiroshige.Oltre l’onda. Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts” presenta circa 250 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston. Il progetto è suddiviso in 6 sezioni tematiche.

Gli anni trenta dell’Ottocento segnarono l’apice della produzione ukiyoe nota come “immagini del Mondo Fluttuante”. In quel periodo furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri che si confermarono – qualche decennio più tardi con l’apertura del Paese – come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente.

Tra questi spiccò da subito Hokusai, artista e personalità fuori dalle righe che seppe rappresentare con forza, drammaticità e sinteticità insieme i luoghi e i volti, oltre che il carattere e le credenze della società del suo tempo. Egli è considerato uno dei più raffinati rappresentanti del filone pittorico dell’ukiyoe: tra le serie di maggior successo degli anni trenta vanno ricordate senz’altro quelle dedicate alle cascate e ai ponti famosi del Giappone, anche se fu con le Trentasei vedute del monte Fuji che Hokusai si affermò sul mercato delle immagini di paesaggio come grande maestro. Da allora in avanti nessun artista del Mondo Fluttuante potè esimersi dal far riferimento alla sua opera e, in particolare, a una stampa appartenente a questa serie divenuta icona dell’arte giapponese: La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle Trentasei vedute del monte Fuji del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si trattava delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō, conosciute come “Hōeidō Tōkaidō”. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni cinquanta. La qualità delle illustrazioni di paesaggio e vedute del Giappone, la varietà degli elementi stagionali e atmosferici – nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna – che Hiroshige seppe descrivere facendoli percepire in modo quasi sensoriale gli valse il titolo di “maestro della pioggia e della neve”.

La mostra si avvale anche di un prezioso video, realizzato dalla Adachi Foundation, che spiega il completo processo di stampa.
In programma, anche, una serie di eventi collaterali come laboratori, corsi tematici, eventi di cinema, cucina, manga e carta giapponese, le tradizioni culturali e artistiche nipponiche che fanno da sfondo alle immagini del Mondo Fluttuante, fino ad arrivare alle più attuali forme di grafica e illustrazione contemporanea che nell’ukiyoe trovano le loro radici.

L’esposizione, curata da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione MondoMostre Skira con Ales S.p.A Arte Lavoro e Servizi in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston, ed è promossa dal Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e patrocinata dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Università degli Studi di Milano.