Paul Klee e il fascino per l’arte “primitiva” al Mudec di Milano

Klee Paul, Senza titolo [Cuore nero e albero nero], 1939, 49 x 56 cm, colore a colla su carta, riportato su cartone, collezione privata (Svizzera), in deposito presso il Zentrum Paul Klee, Berna © Image archive Zentrum Paul Klee, Berna
Klee Paul, Senza titolo [Cuore nero e albero nero], 1939, 49 x 56 cm, colore a colla su carta, riportato su cartone, collezione privata (Svizzera), in deposito presso il Zentrum Paul Klee, Berna © Image archive Zentrum Paul Klee, Berna
Il Mudec – Museo delle Culture di Milano ospita la mostra “Paul Klee. Alle origini dell’arte”, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019, presenta un’ampia selezione di opere di Klee sul tema del “primitivismo”.
In mostra un centinaio di opere dell’autore, provenienti da importanti musei e collezioni private europee.

Il concetto di “primitivismo” in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse per tutto quanto, in arte, è “selvaggio” e “primitivo” si desta in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.
In seguito al viaggio in Italia Klee si considererà un “epigono”: vale a dire ultimo nato, erede tardivo di un’illustre civiltà giunta al tramonto. E questa conclusione non lo abbandonerà mai in seguito, spingendolo a trasformare, come lui stesso racconta nei Diari, la delusione in “stile”.

Paul Klee viene presentato in mostra sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e amate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso, puntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali danno conto della complessità del sostrato culturale dell’artista, della vastità della sua produzione e dell’ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.

Le sezioni in cui è suddivisa la mostra raccontano il suo processo di formazione artistica. Dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche “illustratore cosmico”; a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento non a caso è intitolata “alfabeti e geroglifiche d’invenzione”.
Una sezione è costruita intorno al tema dell’arte extraeuropea e dell’arte dell’infanzia: le origini primordiali dell’arte, infatti, per Klee sono da ricercarsi in questi ambiti dove egli indica che sia possibile operare una vera “riforma”. Una originale re-invenzione del teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, è posta insieme a una selezione delle opere etnografiche del MUDEC.

Infine, la sezione dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate, oltreché dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.

Con gli occhi di Paul Klee

La mostra propone anche degli strumenti di interazione e di immersione all’interno delle sale, per consentire al visitatore un coinvolgimento quanto più possibile “completo” nel mondo dell’artista.
Con gli occhi di Paul Klee” è il titolo delle videoinstallazioni, curate da Storyville, che si susseguono lungo il percorso. Un’evocazione di immagini e filmati storici che intendono fornire piccoli squarci su quello che poteva essere il sostrato immaginativo dell’artista, ciò che aveva visto o i luoghi dov’era stato.

Collocati nelle prime tre sale della mostra (dedicate ai temi della “Caricatura”, dell’“Illustratore cosmico” e degli “Alfabeti e geroglifiche d’invenzione”), i filmati sono stati realizzati attingendo ad archivi di fototeche e cineteche che hanno messo a disposizione della mostra documenti molto rari.

La lanterna magica di Klee

In tutto simile a un moderno proiettore, la lanterna magica era uno strumento che permetteva di ottenere le fatate illusioni del precinema. Rifacendosi a questo precursore della cinepresa, il dispositivo interattivo che è a disposizione del visitatore in mostra – ideato dagli artisti visivi di camerAnebbia – aziona le marionette del teatro dei burattini di Klee, in contesti dove le prime tecniche del cinema di animazione tedesco, fatto di figure ritagliate e retroilluminate, sembrano ibridarsi con le ricerche di Klee e con quelle dell’avanguardia del Bauhaus. Uno strumento interattivo che accende la fantasia del visitatore e lo aiuta a calarsi perfettamente nell’atmosfera di gioco che probabilmente il figlio di Klee potè vivere grazie all’invenzione del teatro delle marionette appositamente costruito dal padre.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, conta sulla collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna. Il progetto gode del patrocinio del Consolato Generale di Svizzera a Milano.