Hayez. Un capolavoro ritrovato alla GAM di Milano

F. Hayez, Valenza Gradenigo davanti ai giudici, 1843-1845, collezione privata
F. Hayez, Valenza Gradenigo davanti ai giudici, 1843-1845, collezione privata

Alla GAM Galleria D’Arte Moderna di Milano, fino al 17 febbraio 2019, si può ammirare, all’interno del percorso espositivo permanente della Galleria, la mostra-focus dedicata alla riscoperta di un capolavoro di Francesco Hayez, una delle quattro versioni di “Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori”, l’ultima in ordine cronologico, di cui si conosceva l’esistenza ma che finora non era mai stata trovata.

La scoperta dell’opera sul mercato antiquario da parte di un collezionista e la sua attribuzione a Francesco Hayez hanno offerto alla GAM l’occasione per presentare al pubblico il dipinto, ricostruendone la storia e mettendolo a confronto con le altre tre versioni dello stesso soggetto, realizzate dal pittore tra il 1832 e il 1845 e concesse in prestito da Brera, da Gallerie d’Italia e da un collezionista privato.

Le quattro opere sono poste in dialogo con altre preziose tele di Hayez (dai grandi ritratti, tra cui quello di Alessandro Manzoni e di Matilde Juva Branca, alla “Maddalena penitente”) e con dipinti di storia del primo Romanticismo esposti nelle sale della GAM che, insieme a Brera, conserva il nucleo più significativo di opere di Hayez.

Il soggetto – Valenza Gradenigo, colpevole di aver tentato di salvare l’amato Antonio Foscarini, condannato per tradimento nel 1662, viene condotta davanti ai giudici dell’Inquisizione, tra cui il padre – è emblematico dello spostamento della pittura di Hayez su un binario romanzesco e sentimentale, che in questi anni contribuisce alla costruzione del mito di una Venezia torbida e misteriosa, salutato da grande successo. Come in una sequenza cinematografica, Hayez gli dedicò infatti ben quattro dipinti, qui riuniti per la prima volta e messi a confronto con le derivazioni che ne attestano il successo di pubblico, con le fonti letterarie che fornirono l’ispirazione, come la tragedia “Antonio Foscarini” o il romanzo francese “Foscarini ou le patricien de Venise”, e con gli inediti studi e disegni preparatori conservati nel fondo Hayez dell’Accademia di Brera.

A prima vista la protagonista potrebbe sembrare una delle tante eroine facili allo svenimento che la critica di un tempo tacciava di teatralità (“sviene come prescritto la fanciulla” scrisse Giulio Carlo Argan in una celebre stroncatura dei “Vespri siciliani” di Hayez), ma negli ultimi vent’anni la critica riannodando i fili del rapporto tra arte, storia, melodramma, teatro, musica e letteratura, restituisce all’opera di Hayez la ricchezza di una pittura capace di essere antica e moderna allo stesso tempo.

Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori” segna un nuovo corso nella pittura di Hayez, il passaggio a una rappresentazione della storia centrata sulle passioni umane che trovava in una Venezia fantastica e mitica il palcoscenico ideale.