Maurizio Cannavacciuolo, mostra personale a Milano

Maurizio Cannavacciuolo, Menina do Rio, calor que provoca arrepio, 2018, olio e smalto ad acqua su tela, 150 x 200 cm

La Galleria Giovanni Bonelli di Milano ospita, dal 24 gennaio al 23 febbraio 2019, la personale di Maurizio Cannavacciuolo (Napoli, 1954).

L’esposizione, che si articola su due sedi, in collaborazione con la Galleria Pack, presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni unitamente a un corpus di lavori appositamente concepito per questo appuntamento.

Alla Galleria Giovanni Bonelli sono esposte una decina di opere di grandi dimensioni (fino a due metri per due) prodotte nell’arco degli ultimi quattro anni, mentre alla galleria PACK si trovano tre opere di grandi dimensioni (una tela di due metri per dieci e due di due metri per tre) create con l’uso esclusivo dei due colori bianco e nero.

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Cannavacciuolo costruisce da sempre opere, prevalentemente a olio su tela, estremamente elaborate, in cui la fitta trama dello sfondo nasconde successivi livelli di narrazione. Machine à penser o enigma sono le definizioni più utilizzate per queste opere al contempo immediate eppure difficilissime da interpretare, che richiedono tempo e pazienza per esser lette in ogni dettaglio. I riferimenti iconografici spaziano dalle anfore greche, ai bassorilievi egizi fino alle stilizzazioni da cartoon, con alcuni elementi ricorrenti, come gli insetti, le rane, le rappresentazioni di corpi come studi di anatomia e l’autoritratto dell’artista.

Non trascurabile, in tutta la produzione di Maurizio Cannavacciuolo è la componente di ironia che l’artista infonde nei suoi lavori disseminandoli di inganni visivi e associazioni incongrue. Gli improbabili accostamenti di trame e soggetti contribuiscono a realizzare l’impalcatura di una enigmistica complessa che lo spettatore si trova ad analizzare, ammaliato dall’impatto visivo così incisivo, netto e accattivante delle tele realizzate con inappuntabile precisione.