Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico

ncoronazione della Vergine e Santi di Sandro Botticelli

Le sale del Palazzo del Podestà di Montevarchi (Ar), recentemente restaurato, ospitano, fino al 28 aprile 2019, la mostra “Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico”, curata da Bruno Santi, Lucia Bencistà e Felicia Rotundo.

L’esposizione mette insieme capolavori e importanti opere d’arte realizzate nel territorio di Montevarchi ponendo l’accento sulla rilevante importanza socio-culturale e artistica della città tra la fine del ‘400 e la fine del ‘700. Opere d’arte che, per circostanze di vario genere, sono state allontanate dai luoghi per i quali sono state realizzate e rappresentano il frutto delle grandi committenze per gli enti religiosi di Montevarchi.

Il percorso espositivo comprende nove dipinti e una statua in terracotta e un capolavoro l’Incoronazione della Vergine e Santi di Sandro Botticelli, uno dei maggiori esponenti del Rinascimento fiorentino.

Un altro capolavoro presente in mostra è il Miracolo della mula di Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 – Firenze 1659). Questo dipinto, ad olio su tela, è stato realizzato nel 1632 probabilmente proprio a Montevarchi con il pittore “suggestionato da ciò che il territorio gli suggeriva”.

Nella mostra è possibile ammirare anche un altro capolavoro recuperato, un bellissimo dipinto del pittore Jacopo Vignali (Pratovecchio 1592 – Firenze 1664) che raffigura il Beato Felice da Cantalice che riceve il Bambino Gesù dalle mani della Vergine.

Dalla Chiesa del Monastero benedettino di San Michele Arcangelo alla Ginestra a Montevarchi provengono altre due opere di primissimo piano come la Resurrezione di Cristo di Ludovico Cardi detto il Cigoli (Cigoli di San Miniato 1559 – Roma 1613), firmata dal pittore e datata 1591, e la Natività della Vergine di Santi di Tito (Firenze 1536 – 1603), entrambe conservate al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo.

La mostra presenta, inoltre, altre interessanti sorprese come Il miracolo di Sant’Antonio taumaturgo di Mattia Bolognini (Montevarchi 1605 – Siena 1667), pittore nato a Montevarchi al pari del Martinelli. Dal Museo Provinciale dei Cappuccini Toscani di Firenze provengono, inoltre, altre due opere: il San Fedele da Sigmaringen in adorazione della Vergine col Bambino del pittore cappuccino Fra Felice da Sambuca (Sambuca 1734 – Palermo 1805) e il San Francesco della pittrice Violante Siries Cerroti (Firenze 1710 – 1783), dipinta nel 1765 per l’altare del santo nella chiesa di San Ludovico.

I Santi francescani in adorazione della Vergine di Giacomo Tais (Trento 1685 – Pescia 1750) è, invece, un’altra grande tela realizzata espressamente per la Chiesa di San Ludovico nel 1739 che è stata ritrovata, proprio in occasione della mostra.

Il percorso espositivo è arricchito dalla terracotta policroma invetriata con Sant’Antonio Abate attribuita a Luca della Robbia il Giovane, opera proveniente dall’antica Compagnia di Sant’Antonio Abate di Montevarchi.

La mostra “Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico” è promossa dal Comune di Montevarchi in collaborazione con il Museo di Arte Sacra della Collegiata di San Lorenzo di Montevarchi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo.