Il responsabile delle risorse umane – Rai5

Il responsabile delle risorse umane

Rai Cultura propone – anche in lingua originale e senza interruzioni pubblicitarie, il film di Eran Riklis dal titolo “Il responsabile delle risorse umane”.
Tratto dal romanzo omonimo di Abraham B. Yehoshua, edito in Italia da Einaudi, il film va in onda martedì 12 marzo 2019, alle ore 21.15, su Rai5.

Un attentato nel cuore di Gerusalemme. Tra le vittime, una donna senza documenti. Il cadavere resta all’obitorio per una settimana. Chi era Yulia? Cos’era venuta a cercare a Gerusalemme?
L’azienda per la quale lavorava non si è accorta della sua assenza ed è accusata di «crudele mancanza d’umanità» dalla stampa locale. Tocca al responsabile delle risorse umane rimediare al danno d’immagine: parte così in missione per riportare Yulia a casa, nella gelida Romania, e riabilitare il nome dell’azienda.
Ma la sua missione si trasforma in qualcosa di molto più importante: alla testa di un caotico convoglio, fra il figlio adolescente della defunta, l’esasperante giornalista incaricato di seguire il viaggio, una console eccentrica e una bara ingombrante, saprà ritrovare dentro di sé le “risorse umane” più profonde per ricominciare a vivere.
Storia di un viaggio improbabile, lungo e inaspettatamente divertente…

«Abbiamo tutti una missione nella vita e se così non fosse, dovremmo sforzarci di averne una – afferma il regista Eran Riklis -. Io penso che la mia sia quella di interessarmi alla vita delle persone, di individuare i cambiamenti della società, di osservare le tendenze attuali e passate, di avere uno sguardo insieme affettuoso e senza concessioni sull’anima e il cuore degli esseri umani, di porgere uno specchio ai miei contemporanei affinché ci si possano riscoprire, di suggerire nuovi modi di vedere il mondo, invece di attenersi a tradizioni e mentalità immutabili. La mia missione è fare film. Il personaggio del responsabile delle risorse umane m’interessava perché avevo la sensazione che la sua missione consistesse nello scoprire se stesso – un compito molto vicino a quello del cinema. Motivo per cui ho deciso di dedicargli un film. La sua missione è misteriosa, e benché gli venga imposta, a poco a poco gli entra dentro: diventa qualcosa di intimo e di emotivo, ma la portata di quell’incarico è anche nazionale. E’ una missione che s’iscrive nella grande tradizione della tragedia greca e del teatro shakespeariano. La sua missione consiste anche nell’imparare a vivere con i morti, o meglio nel rivelare ed esplorare la vita attraverso la morte. E la morte assume qui il volto di una donna fuori del comune, il cui sorriso enigmatico ricorda quello di Monna Lisa. Chi può resistere ad una simile donna? Non il responsabile delle risorse umane e certamente non io – continua il regista -. Ho quindi intrapreso questo viaggio con lui e con lei, e con tutti gli altri passeggeri, nella speranza che alla fine del percorso riuscirò a trovare un senso, semplice ma importante, alla condizione umana di oggi, di ieri e di domani».

Il film è stato presentato in ‘Piazza Grande’ al 63° Festival del Film di Locarno (2010) e ha ricevuto il ‘Prix du Public Ubs‘.
Tra gli interpreti Mark Ivanir, Guri Alfi, Noah Silver, Rozina Cambos, Julian Negulesco, Reymond Amsalem.

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