Le ultime cose, un film di Irene Dionisio su Rai5

Le ultime cose

Le ultime cose” è il titolo del film che Rai Cultura propone in prima visione lunedì 1 aprile 2019, alle ore 22.05, su Rai5, per il ciclo “Nuovo Cinema Italia”.

Lungometraggio di esordio di Irene Dionisio, interpretato da Fabrizio Falco, Roberto De Francesco, Christina Rosamilia, Alfonso Santagata, Salvatore Cantalupo e Anna Ferruzzo.

Torino, Banco dei pegni. Una moltitudine dolceamara impegna i propri averi, in attesa del riscatto o dell’asta finale. Tra i mille volti che raccontano l’inventario umano del nostro tempo, tre storie s’intrecciano sulla sottile linea del debito morale. Sandra, giovane trans, è appena tornata in città nel tentativo di sfuggire al passato e ad un amore finito. Stefano, assunto da poco, si scontra con la dura realtà lavorativa e assiste ai miseri maneggi nel retroscena del Banco. Michele, pensionato, per ripagare un debito si ritrova invischiato nel traffico dei pegni.Un racconto corale sullo stare nel mondo al tempo della grande diseguaglianza.

«Le ultime cose nasce dall’esigenza di raccontare in maniera “laterale” la crisi: dal punto di vista non soltanto di chi la subisce, ma di chi la infligge attraverso un sistema legalizzato – dichiara la regista Irene Dionisio -. Il banco dei pegni racconta in un solo luogo, attraverso il percorso degli oggetti e una moltitudine di storie, le dinamiche del capitalismo di oggi, di una società fondata sullo scontro nuovo ed epocale tra debitore e creditore. Il banco dei pegni è il luogo in cui questo scontro si “materializza”. Un luogo che brulica di vite vissute, volti, storie, all’interno del quale l’essere umano sembra spogliato delle sue sembianze naturali: fragile, piccolo, impotente di fronte ad una rete organizzata e possente, senza nome né possibilità di essere interpellata. Mi sono sempre domandata quanto e come ci modifichino i problemi economici che viviamo quotidianamente, cosa ci spinga a lavorare 14 ore al giorno per non possedere nulla, se non il semplice diritto di esistere, e cosa spinga chi potrebbe cambiare le cose a non porsi mai domande – continua la regista -. Quanto un debito è soprattutto un debito morale, una colpa? “Sentirsi in debito” è diventata ormai un’espressione morale, non soltanto materiale: è su questa osservazione – anche al centro di un famoso saggio di David Graeber, “Debito” – che ho voluto costruire il film».

In concorso alla 31a Settimana internazionale della critica (Venezia 2016). Roberto De Francesco è stato candidato al David di Donatello 2017 come miglior attore non protagonista. Candidato al Globo d’Oro 2017 come miglior opera prima. Nastro d’Argento-SIAE 2017 (‘borsa’ di formazione per giovani sceneggiatori) a Irene Dionisio.

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