Salvo Sottile, Prima dell’alba – 22 aprile

Salvo Sottile conduce Prima dell’alba

Lunedì 22 aprile 2019, alle 23,10 su Rai3, va in onda “Una notte in carcere”, una puntata speciale di “Prima dell’alba” dedicata all’universo concentrazionario: Salvo Sottile entra nel carcere di Lecce e trascorre un’intera giornata con i detenuti per scoprire come si vive in un luogo dove è sempre notte, tra solitudine, silenzio e mancanza di libertà.

Per la prima volta il viaggio di Sottile inizia all’alba, attraversando l’enorme porta di metallo dell’istituto e passando dal cellario, dove i detenuti vengono privati dei loro beni personali, fino alla sala dove vengono schedati, ripercorrendo un iter di passaggi burocratici che assumono anche un forte significato simbolico, scandendo per i detenuti il distacco dalla libertà e l’ingresso nella lunga “notte” della vita carceraria.

Nel cortile dove i detenuti trascorrono l’ora d’aria Salvo Sottile rincontra Luigi, un uomo conosciuto durante una precedente visita, che gli racconta come riesce ad andare avanti grazie alla famiglia e alla fidanzata, conosciuta quando era già in carcere e che aspetta la sua uscita. Il desiderio di uscire si respira ovunque nel carcere, anche nei laboratori didattici di cucina, tessitura e falegnameria, dove i detenuti hanno la possibilità di imparare un mestiere che potrebbe servire loro una volta “fuori” o nei corsi di scrittura e lettura del collettivo “La Rosa dei Venti”, che offre ai detenuti una sorta di “evasione” metaforica che culmina in uno spettacolo teatrale annuale.

Questa è l’occasione per loro di entrare in contatto con le proprie famiglie e i propri amici, ma anche con la società civile durante le repliche che vengono messe in scena davanti agli studenti delle scuole del leccese. Quando scende la sera, Sottile incontra Riccardo Secci, comandante della Polizia Penitenziaria, che gli racconta come il momento più complicato per le forze dell’ordine sia proprio la notte, quando tutto tace e la routine rischia di far calare la concentrazione delle guardie.

La sera è anche il momento in cui rientrano in carcere i detenuti in semilibertà come Giovanni, che svela la difficoltà dei carcerati nel gestire il rapporto con i figli, con i quali hanno poche occasioni di contatto e che spesso non sono nemmeno a conoscenza del motivo per il quale non possono stare con il proprio papà. Nel suo attuale stato di semilibertà Giovanni sta cercando ora di recuperare il rapporto con le figlie, che erano alle elementari all’inizio della pena e che adesso lui riabbraccia da nonno. Se la semilibertà è una condizione dura, molto più angosciante è la vita di chi sa già che la sua notte durerà per sempre, come gli ergastolani, tra cui c’è Francesco, uno degli attori del collettivo teatrale, che confessa a Sottile di avere ancora speranze e aspettative per il futuro, ma di non avere nemmeno il coraggio di esprimerle sapendo che sono destinate a non realizzarsi.