Fortunato Depero in mostra a Lucca

Fortunato Depero, Strega

Fortunato Depero è stato uno dei maggiori rappresentanti del Futurismo. All’artista trentino il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art dedica la mostra “Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario”, a cura di Maurizio Scudiero e Maurizio Vanni.

L’esposizione, in programma dal 10 maggio al 25 agosto 2019, presenta ottanta opere che ricostruiscono la produzione creativa di Depero, che lo vide ben presto avvicinarsi al mondo industriale e della pubblicità.

La proposta espositiva si snoda tra capolavori provenienti da importanti collezioni italiane che raccontano il sogno futurista di Fortunato Depero dal 1914 fino alla prima metà degli anni Venti per poi approdare al segno pubblicitario con disegni, collage e grafiche per le campagne dell’Acqua San Pellegrino, del liquore Strega, del mandorlato Vido, dei mattoni Verzocchi, del tamarindo Erba, del cioccolato Unica, ma soprattutto per l’azienda Campari a cui è dedicata un’intera sala.

Depero rivoluzionò i criteri del manifesto pubblicitario e ne rivide anche l’impostazione puntando soprattutto sul carattere tipografico considerato elemento caratterizzante e simbolo del prodotto.

In mostra non manca la documentazione delle sue collaborazioni nel campo dell’editoria come quelle per La Rivista illustrata del Popolo d’Italia e per la stampa periodica americana come Vogue, Vanity Fair, Sparks e The News Auto Atlas.

«L’esposizione ha un impianto che si potrebbe definire didattico in quanto accosta le opere pubblicitarie con i disegni esecutivi finali, o di progetto – afferma Maurizio Scudiero -. Viene così svelato il procedimento della nascita dei suoi prodotti artistici, ovvero dall’ideazione all’esecuzione finale, ma anche come le sue idee si muovessero trasversalmente nel tempo: nessun progetto bocciato veniva buttato via, ma conservato in attesa di tempi migliori e quindi riproposto».

La mostra “Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario” è organizzata dal Lu.C.C.A. e da Omina in collaborazione con l’Archivio Depero di Rovereto.