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Su Rai5 Martha Argerich con l’Orchestra Rai

Martha Argerich

La pianista argentina Martha Argerich è tornata lo scorso gennaio all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino con un concerto che Rai5 propone in prima Tv giovedì 23 maggio 2019 alle ore 21.15.

Nel 1957 a soli sedici anni Argerich vince i concorsi di Bolzano e Ginevra e a venticinque, dopo essersi aggiudicata il Premio Chopin a Varsavia, comincia uno lungo sodalizio artistico con Claudio Abbado. Con un repertorio vastissimo, viene invitata regolarmente dalle più prestigiose orchestre, direttori e festival musicali mondiali, mentre negli ultimi anni si distingue per l’aiuto nei confronti dei giovani, attraverso masterclass, cicli di concerti e programmi sempre fuori dal comune, nei quali ama suonare con talenti emergenti e grandi colleghi, da Nelson Freire a Alexandre Rabinovitch, da Daniel Barenboim a Mischa Maisky.

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Per il suo ritorno con l’Orchestra Rai interpreta una delle pagine più brillanti del pianismo di Franz Liszt: il Concerto n. 1 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra, S 124. Composta nel 1848 e riveduta cinque anni dopo, la partitura ebbe una prima esecuzione storica nel 1855 a Weimar, con Liszt al pianoforte e Berlioz sul podio.

In veste di direttore sul podio Enrico Fagone, primo contrabbasso dell’Orchestra della Svizzera Italiana e solista fra i più apprezzati, che lega spesso il suo nome a quello di orchestre come la Dallas Symphony, il Maggio Musicale Fiorentino, la Napa Valley Symphony, e di artisti quali Michael Guttman, Vadim Repin, Katia e Marelle Labèque.

Alla guida dell’Orchestra Rai esegue le suite n. 1 e n. 2 dal balletto El sombrero de tres picos (Il cappello a tre punte) di Manuel de Falla.
Il programma della serata include l’Ouverture su temi ebraici, per clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte op. 34 di Sergej Prokof’ev, proposta da Martha Argerich con alcuni strumentisti dell’Orchestra Rai per commemorare le vittime dell’Olocausto. Scritta a New York nel 1919, durante il primo soggiorno americano del giovane compositore, fu commissionata da un sestetto di strumentisti russi ebrei, lo Zimro Ensemble, che stava compiendo un tour mondiale per raccogliere i fondi necessari all’apertura di un conservatorio di musica a Gerusalemme.

La regia tv è di Maria Baratta.

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