Il Ciclo della vita. Nascere e rinascere in Etruria

IV-III sec. a.C. - Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia -  mostra Il Ciclo della vita

A Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, fino al 6 ottobre 2019, è aperta al pubblico la mostra “Il Ciclo della vita. Nascere e rinascere in Etruria“,

In esposizione le forme della religiosità popolare degli Etruschi e delle popolazioni vicine, per le quali la fecondità dei suoli e la fertilità umana sono alla base della sopravvivenza della specie. Il racconto è affidato ai doni offerti alle divinità che presidiavano alle nozze e alla fertilità sia femminile che maschile, sollecitate e favorite dal coinvolgimento dell’eros, che proteggevano la maternità in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento alla crescita dei figli.

Il tema della natalità è anch’esso centrale: basti pensare alla variegata gamma delle rappresentazioni degli uteri in terracotta che rivelano anche le conoscenze e le pratiche degli Etruschi in ambito anatomico.

Attraverso pillole di storia si giunge al tema della sconfitta della malattia, della vecchiaia e della morte. Questa tendenza naturale non è esclusiva dei nostri giorni caratterizzati da continue evoluzioni tecnologiche e da nuove frontiere della vita, ma è un tema che ritroviamo nel mito e nell’immaginario delle genti etrusche fin dal VII secolo a.C.

Prestigiosi vasi destinati al consumo del vino nei banchetti aristocratici ci narrano dei vani sortilegi della maga Medea per soddisfare il sogno dell’eterna giovinezza, dell’impossibilità di Eracle di sconfiggere la Vecchiaia, dell’immortalità raggiunta da Arianna attraverso la fedeltà dell’amore coniugale di Dioniso o dallo stesso Eracle quale premio per il suo spendersi contro il male a favore dell’umanità.

In questa ottica, intrecciando mondo etrusco-italico e attualità, i due poli estremi del percorso della vita – la nascita e la morte – si fondono nel tema sempre eterno della malattia e della vecchia.

La mostra Il Ciclo della vita è realizzata dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma, dal Museo di Storia della Medicina e dal Polo Museale dell’Università di Roma “Sapienza”.