Ugo Nespolo, mostra a Palazzo Reale di Milano

Ugo Nespolo, Letteratura

È dedicata a Ugo Nespolo (Biella 1941) la personale che racconta il percorso di un artista che nelle sue multiformi evoluzioni ha segnato tappe rilevanti nella storia dell’arte italiana.

Allestita nell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, l’esposizione, aperta al pubblico fino al 15 settembre 2019, presenta circa duecento opere che rappresentano la ricerca creativa di Nespolo, il suo eclettismo e la sua particolare attenzione per i materiali: dal legno ai metalli, dalle ceramiche ai vetri.

I suoi primi lavori risalgono agli anni Sessanta e vengono presentati da Pierre Restany alla Galleria Schwarz di Milano. Queste prime opere anticipano il movimento dell’Arte Povera fondato da Germano Celant. Di questo periodo sono “Molotov”, “Condizionale”, “Power Violence”, “Radio”, “Semplicissimo” e molti lavori “Senza titolo”. Nasce in questi anni la tecnica dei “puzzles”, che del lavoro di Nespolo diventano ben presto la più riconoscibile cifra distintiva.

Precoce è anche la passione di Ugo Nespolo per il cinema: l’artista dà vita, con Mario Schifano, al “Cinema degli Artisti”. Tra il 1967 e il 1968 realizza film come “Grazie Mamma Kodak”, “La galante avventura del cavaliere dal lieto volto”, “Le gote in fiamme”, “Neonmerzare”, “Buongiorno Michelangelo”, “Boettinbianchenero”, “Tucci-Ucci”, che hanno come protagonisti gli amici Enrico Baj, Lucio Fontana, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti. A Milano, grazie a Fernanda Pivano, conosce anche i più significativi esponenti della beat generation, Jack Kerouac e Allen Ginsberg, che diventa il protagonista del film A. G. (1968).
A Parigi con Baj, Nespolo incontra Man Ray, che gli dà un testo da utilizzare per il film “Revolving Doors” del 1982.

A Palazzo Reale sono esposti vari fotogrammi e manifesti di film, ideati e disegnati dall’artista anche per le proiezioni in musei internazionali quali Londra, Berlino, Bucarest, Shanghai.

Gli anni Settanta e Ottanta vedono Ugo Nespolo ampliare ancora la scelta dei materiali e di conseguenza innovare le forme dei suoi lavori: “Fuga in avanti” è uno stivale rovesciato in legno e cuoio; “Gentlemen’s Agreement” un divertente porta-cappelli; “Ipotesi dialettica” sono animali in cartapesta dipinta, ma anche fotografie dell’artista che salta nel vuoto, “Les mains pleines” una scultura in legno e alabastro, “Tranche de vie” un grande ventaglio in legno, madreperla e argento; “Nesporama”, un coloratissimo smalto su legno; “Adesso avete voi”, “Barbe posticce”, “Con i vostri mostri sacri” e “Grande conto”, acrilici su legno.

Tra il 1973 e il 1985 Nespolo è a New York dove si afferma la pop art, cui guarda con interesse, pur senza trascurare la tradizione delle avanguardie europee, dal Futurismo al Dada. Sono di questo periodo quadri come “Fuga da New York, Quando la città dorme”, “Soft New York” e la serie “Vetrine di New York”.

Un’attenzione anche per il design che ha portato Nespolo a cimentarsi nei settori più disparati, dall’abbigliamento all’arredamento, dalle copertine di libri e di dischi alla grafica pubblicitaria. Troviamo in mostra molti manufatti del genere, come i prototipi di mobili colorati, modelli di fontane pubbliche, set di tazzine e servizi di piatti per Renault e Richard Ginori, orologi Swatch, accendini Zippo, modelli di moto per BMW e Piaggio.

Ma Nespolo è stato anche autore di celebri scenografie e costumi per il teatro, in mostra si trovano vari bozzetti in modelli acrilici su legno e disegni a tecnica mista su carta.

E vi sono anche maioliche dipinte, acrilici e foglie oro su legno, un’enorme opera polimaterica “abitabile”, sculture in vetro, opere dedicate a temi chiave come i Numeri e le Lettere, bronzi dipinti e sculture in bronzo.
E ancora opere realizzate con materiali preziosi in omaggio alla capacità esecutiva, libri d’artista stampati con prestigiosi editori e personalità della cultura letteraria, filosofica e scientifica.

La mostra dal titolo “Nespolo fuori dal coro”, curata da Maurizio Ferraris, è promossa e prodotta dal Comune di Milano|Cultura, da Palazzo Reale e Studio Nespolo ed è realizzata grazie a Fondazione Bracco.