Due mostre a Palazzo Reale di Milano sull’affermazione dei diritti civili

Il Presidente J.F. Kennedy con il fratello Robert F. Kennedy 1961, Copyright George Tames, The New York Times
Il Presidente J.F. Kennedy con il fratello Robert F. Kennedy 1961, Copyright George Tames, The New York Times

Palazzo Reale di Milano ospita dal 23 settembre al 12 ottobre 2014 la mostra “Freedom Fighters – I Kennedy e la battaglia per i diritti civili”, dedicata ai diritti civili sostenuti da John F. Kennedy, Robert F. Kennedy e Martin Luther King, a cura di Alessandra Mauro e Sara Antonell.
Mentre, dall‘8 al 10 ottobre 2014, la mostra “I Have a Dream”, curata da Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso.

Freedom Fighters e I Have a Dream partecipano a Milano Cuore d’Europa.

Le fotografie della prima esposizione ricordano la lunga battaglia per i diritti civili e il ruolo importante dei fratelli John e Robert Kennedy.
Dai celebri scatti che ricordano l’assurdità della segregazione razziale negli anni Cinquanta (immagini di Elliott Erwitt e Eve Arnold, tra gli altri), alle fotografie degli scontri di Birmingham, a quelle che ritraggono il movimento dei “Freedom Riders” o alla quotidiana attività politica dei fratelli Kennedy, ripresi nelle loro riunioni o nei comizi pubblici o negli incontri con la stampa e con i leader dei movimenti di emancipazione. Infine, negli scatti di Bruce Davidson, di Danny Lyon e di altri grandi fotografi, l’emozione della Marcia su Washington rivive in tutta la sua grandezza, così come nell’immagine di Leonard Freed vediamo Martin Luther King al suo rientro negli Stati Uniti dopo aver ricevuto il Premio Nobel, attorniato dalla folla.

Per la mostra I Have a Dream sono 50+1 gli artisti che, a 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista per i diritti civili Martin Luther King, hanno aderito all’iniziativa donando un’opera.

L’esposizione è suddivisa in undici sezioni e gli artisti presenti sono: per “Il pop e l’icona etica”: Francesca Leone, Francesca Romana di Nunzio, Alessandro Sansoni, Fabio Ferrone Viola, Aidan. Per “Il pop e il sociale”: Paolo Baratella, Ernesto Tatafiore, Marcello Reboani, Michael Gambino, Marco Veronese. Per “Fiori e germinazioni”: Davide Benati, Giovanni Lombardini, Alessandro Twombly, Antonio Ciarallo, Claudio Palmieri. Per “ I visionari”: Bruno Ceccobelli, Omar Galliani, Walter di Giusto, Jacopo Cascella. Per “Il gioco come libertà”: Lucio del Pezzo, Enzo Guaricci, Wal, Dario Brevi, Pablo Echaurren, Angelo Cortese. Per “La parola come libertà”: Marco Nereo Rotelli, Vittorio Messina, Giuliano Menegon, Umberto Mariani, Gola & Teso, Blue and Joy. Per “La sospensione del tempo e del giudizio”: Betty Bee, Pietro Iori, Arash Radpour, Reale F. Frangi. Per “Il viaggio come libertà”: Gabriella Benedini, Ferdinando Brachetti Peretti, Maurizio Gabbana, Stefano Esposito. Per “La pluralità della visione”: Chiara Dynys, Gian Marco Montesano, Cristiano Pintaldi, Patrizia Molinari. Per “La fotografia come possibilità di relazione”: Alessandro Pianca, Angelo Cricchi, Matteo Basilè, Franco Fontana. Per “La tradizione come educazione e monito”: Shinya Sakuray, Florencia Martinez, Matteo Peretti, Giorgio Tentolini.